AU - LUZIVEVE

La comunità di Luziveve si trova a circa 6 km dalla cittadina di Moamba capitale dell’omonimo distretto, uno tra i più poveri della provincia di Maputo. L’economia è prevalentemente rurale ma essendo una zona alquanto arida, le produzioni agricole sono piuttosto scarse costringendo molte persone a emigrare verso altri distretti. I giovani più intraprendenti, spesso partono alla ricerca di fortuna nelle miniere della vicina Sud Africa.

L’acceso all’acqua potabile è uno dei problemi che accomuna Luziveve alle altre località del Distretto. La scarsità di fonti e la grande difficoltà nel realizzarle a causa delle caratteristi del sottosuolo, rende il problema estremamente complesso. La popolazione per mancanza di alternative è costretta  a rifornirsi d’acqua nel fiume Sabie, esponendosi agli attacchi dei coccodrilli particolarmente numerosi durante il periodo delle piogge. 

La fascia sociale più vulnerabile e rappresentata dai bambini che troppo spesso sono vittime di malattie a causa dell’insufficiente dieta alimentare e della pessima qualità dell’acqua utilizzata. 
Il nostro intervento iniziato nel 2004 mira a migliorare l’acceso e la qualità dell’insegnamento oltre che l’accesso ai servizi sanitari di base. Nel 2010 sono state realizzate infrastrutture scolastiche (due aule con arredamento, una casa professori, quattro servizi sanitari e una cucina). Sono stati garantiti i materiale didattici per la scuola e gli alunni oltre che la formazione del personale docente.  Sul fronte sanitario è stato attivato a partire dal 2010 un servizio di refezione scolastica che  garantisce un pasto al giorno a tutti gli alunni e insegnanti della scuola. Sono stati inoltre formati gli insegnanti sul tema della salute scolastica, forniti kit di primo soccorso,  realizzate formazioni delle mamme sulla preparazione di alimenti nutritivi, realizzate palestre di sensibilizzazione sul tema dei diritti e della salute attraverso la proiezione di audiovisivi nella scuola, supportati con prodotti alimentari e sanitari i bambini orfani e vulnerabili, il tutto attraverso il coinvolgimento diretto dei Consigli Scolastici e dei genitori degli alunni.

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